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Due immagini delle prime 500 lanciate sul mercato dalla FIAT nel '57

Due immagini delle prime 500 lanciate sul mercato dalla FIAT nel '57

Parrà strano, ma tutto ebbe inizio da un'idea di Benito Mussolini. Nel 1930, il Duce aveva convocato il senatore del Regno d'Italia Giovanni Agnelli per informarlo della "inderogabile necessità" di motorizzare gli italiani con una vettura economica che non superasse il costo di 5.000 lire. Un'idea di grande impatto propagandistico che, non appena eletto Cancelliere, Hitler si affrettò a copiare convocando Alfred Porsche ed intimandogli di realizzare un'auto che sarebbe diventata famosa con il nome di "Maggiolino".

Preoccupato per il difficile incarico, cui avrebbe volentieri rinunciato, Agnelli rimise la questione ai progettisti dell'ufficio tecnico della FIAT. La nuova automobile dovrà disporre di 4 posti e sarà mossa da un motore bicilindrico di 500 cc. raffreddato ad aria e dotato di trazione anteriore. E' l'estate del 1931 quando il prototipo della 500 - "tutto avanti" è pronto per la sua prima uscita, con a bordo il collaudatore, il progettista ed il senatore Agnelli, impaziente di verificare il prodotto e telegrafare la buona notizia a Mussolini. L'antesignana del "Cinquino" esce dal Lingotto ma percorsi alcuni chilometriun incendio propagatosi dal motore costringe gli occupanti a saltare lestamente a terra; il senatore ordinò che fossero bandite per sempre le automobili a trazione anteriore dalla FIAT.

Il 15 giugno 1936 viene messa in vendita la FIAT 500 A, poi soprannominata "Topolino". Una vetturetta modesta per tecnica e prestazioni, il cui prezzo era di 8.900 lire: venti volte lo stipendio medio di un operaio specdializzato e ben oltre le preventivato 5.000 lire. Tuttavia, la "Topolino" riuscirà ad ottenere un discreto successo, anche grazie alla "fame" di automobili degli italiani.

Nel primo dopoguerra la FIAT era governata da Vittorio Valletta, cui era affidato il compito di motorizzare la nuova Italia repubblicana. L'idea attorno alla quale lavorare arriva inaspettatamente da Hans Peter Bauhof, un giovane impiegato tedesco alla Deutsche-FIAT che, nel 1953, invia alla casa di Torino i disegni di una piccola vetturetta due posti, ispirata nelle forme al celebre Maggiolino, motorizzata con un propulsore due tempi, con un volume pressoché dimezzato. Anche il numero dei posti a sedere è la metà: due anizhé quattro. Sarà a trazione e motore posteriori

la vettura viene presentata al pubblico il 4 luglio 1957 con il nome di Nuova 500 per sottolineare la sua discendenza dalla 500 Topolino, arrivata alla versione "C" e uscita di produzione pochi anni prima. La velocità massima è di 85 km/h. Il prezzo di lancio 490.000 lire.

L'allestimento di questa prima serie è davvero spartano. L'accoglienza del pubblico è tuttavia piuttosto tiepida rispetto alle previsioni, se non addirittura fredda. Molti la giudicano troppo costosa rispetto alla sorella maggiore: meglio accantonare qualche soldo in più e acquistare la 600. Anche le prestazioni sono motivo di critica: il motore è poco elastico, la potenza modesta, la velocità massima un po' troppo bassa.

Nel settembre dello stesso anno esce una versione lievemente revisionata, ma non basta. Si pensa allora a un aggiornamento sostanzioso e si lavora ia sul more sia sull''allestimento. Così già nel mese di novembre dello stesso anno, quindi a soli quattro mesi dal lancio, la FIAT propone ben due nuove versioni: la Nuova 500 economica e la Nuova 500 normale, presentate al Salone di Torino. Con atto di grande correttezza ed umiltà, la FIAT rimborsa con un assegno di 25.000 tutti gli acquirenti della prima serie e in alternativa offre l'aggiornamento gratuito all'economica. Per questi motivi un esemplare originale della prima serie è oggi un'eccezionale rarità.

Webmaster: Franco A. Cavalleri